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mercoledì 10 giugno 2015

Il fantasy il genere letterario dell'anno

Nel mondo letterario del 1902 il genere letterario che si afferma maggiormente è quello della Fantascienza, dove oltre alla narrazione di una vera e propria storia sono presenti anche riferimenti tecnologici e scientifici sia legati allo sviluppo delle nuove tecnologie che alla descrizione tecnica di macchine: la tecnologia è quindi così pervasiva da essere presente anche nei romanzi . Un esempio è in Italia il romanzo "Il signore del tempo" realizzato da Giuseppe Lipparini. L'intera narrazione verte sulla descrizione dell'invenzione di un cronovisore: il dottor tedesco Schwarz, domiciliato in una piccola cittaduzza, ha fatto una grande scoperta. Per mezzo di un processo speciale fotografico riesce a rivelare quella traccia luminosa che qualunque fatto accaduto ha lasciato dietro a sé,permettendo quindi di riprodurre immagini captate dal passato.
Nella realizzazione di questo romanzo sicuramente l'autore è ispirato dall'opera "La macchina del tempo" di H.G.Wells arrivata in Italia proprio nel 1902. In questo romanzo si ha modo di vedere come ci siano non solo descrizioni da un punto di vista tecnico di vari macchinari utilizzati ma anche riferimenti ai mezzi tecnologici del tempo!



                 Copertina della prima edizione italiana de "La Macchina del tempo", Italia, 1902                          


"Alle dieci precise la Macchina del Tempo ha iniziato la sua carriera. Dopo averle dato l'ultimo colpetto, mi assicurai di nuovo che le viti fossero tutte a posto, unsi con una goccia d'olio la bacchetta di quarzo e mi accomodai sul sedile."

("La Macchina del tempo" Capitolo III, pagina 26)





"Immaginate come descriverebbe Londra un negro appena giunto dall'Afruca centrale [..] Che spiegazioni potrebbe dare sulle compagnie di trasporti, sui movimenti sociali, sul telefono, sul telegrafo, sulle organizzazioni postali e cose simili?"

("La macchina del tempo", Capitolo III, pagina 52)





"Guardate per esempio a Londra la ferrovia metropolitana, le linee ferroviarie elettriche create da poco, i sottopassaggi, i laboratori e i ristoranti sotteranei che si vanno moltiplicando sempre più in fretta"
("La macchina del tempo" Capitolo III, pagina 62)






sabato 6 giugno 2015

Esposizione internazionale d'arte decorativa moderna a Torino

L"Esposizione internazionale d'arte decorativa moderna"è un importante evento espositivo internazionale dello stile Liberty o Art Nouveau tenutosi a Torino nel 1902. Essendo la prima esposizione su questa tematica è stata anche chiamata "Prima esposizione internazionale d'arte decorativa moderna".
In questa esposizione si pensa alle arti decorative come un unicum che abbraccia sia l'oggetto di uso quotidiano che l'arredamento urbano : il confine tra "utile" e "bello" diventa per gli artisti del tempo un confine sempre più labile in quanto anche l'oggetto di uso quotidiano deve essere investito dall'alito della creazione artistica e merita di essere esposto pubblicamente come oggetto d'arte.
Nella mostra sono presenti sia prodotti seriali che pezzi di alta e raffinata esecuzione artigianale.


Manifesto dell'Esposizione d'arte decorativa, Torino 1902


Tra i manufatti, celebri sono quelli di Galileo Chini una serie di piatti in maiolica policroma raffiguranti volti femminili tra fiori ( tipici della produzione esposta a Parigi nel 1900 ), vasi con motivi floreali quali l’iris su fondo bianco, vasi decorati a lustri metallici con accostamenti di fiori e serpenti ( da ricordare quello con i serpenti che vanno a costituire le anse ) e vasi in grès salato con decorazione semplice e bicroma.


Grande vaso ovoidale in maiolica policroma, Galileo Chini, 1902

L'esposizione è inaugurata nel mese di Aprile nel Parco del Valentino con lo scopo di presentare al pubblico italiano e europeo il meglio della produzione internazionale nell'ambito dell'architettura, degli arredamenti e delle arti applicate.


Vi consiglio questo video per poter avere un'idea sullo stile e specialmente sull'architettura Liberty esposta in occasione di questo grande evento. Buona visione!







mercoledì 20 maggio 2015

La locomotiva trifase: un'invenzione tutta italiana!

Tra i vari tipi di trazione ferroviaria, in Italia nel 1902 è stata introdotta per la prima volta quella elettrica a corrente alternata trifase. Il sistema di elettrificazione trifase si è sviluppato specialmente in Italia tanto da meritarsi l'aggettivo "italiano". La tensione della corrente alternata raggiunta è di 3600 V con una frequenza di 15,16 Hz. Il primo treno trifase ha transistato il 15 Ottobre sulla Ferrovia Alta Valtellina.
Il sistema a corrente alternata trifase utilizza per l'alimentazione dei locomotori elettrici due fasi aeree e come terza fase le rotaie: la sua realizzazione ha richiesto la costruzione di appositi impianti per la produzione ed il trasporto di energia elettrica.

Le locomotive trifasi, per le quali la captazione di corrente sulle fasi aeree avvengono con pantografi muniti di doppio archetto, sono equipaggiate con due motori di trazione asincroni a rotore avvolto che distribuiscono il moto agli assi tramite biellismi.




La locomotiva 361 delle linee della Valtellina a corrente alternata trifase.

 La trazione ferroviaria trifase a corrente alternata è stata adottata fino agli anni Sessanta e poi abbandonata perchè non permette di raggiungere velocità superiori ai 100 km/h. Tuttavia  questo importante sistema innovativo tutto italiano è stato rivalutato negli ultimi decenni: grazie allo sviluppo nell'elettrotecnica si sono potute svincolare le caratteristiche della corrente motorica (continua o alternata) da quelle della corrente alimentata al pantografo. Così facendo , si possono riproporre i sistemi trifase, assicurando comunque alte velocità, poichè sono più convenienti grazie alla loro struttura elettromeccanica più semplice.

Insomma, nonostante sia passato ormai più di un secolo dalla sua realizzazione, questa grande innovazione che fa onore al Paese italiano non è stata dimenticata, anzi si cerca di farla rientrare nella nostra quotidianità!



Gli scioperi dei ferrovieri in Italia

In Italia, sin dai primi mesi dell'anno 1902, i ferrovieri minacciano uno sciopero se non saranno ascoltate le loro rivendicazioni salariali. Il 16 gennaio la Federazione Italiana dei ferrovieri presenta le proprio richieste al governo attraverso la pubblicazione sul giornale "Il Treno" e nel caso in cui non vengano accettate prima dell'arrivo del mese di marzo sarà indetto uno sciopero da quella che nel nostro Paese è all'inizio del Novecento la categoria sindacalmente e politicamente più importante  perchè espressione della punta del capitalismo italiano esteso in tutto il territorio nazionale.


Un primo tentativo realizzato da parte di Giovanni Giolitti di evitare lo sciopero è pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia una nota in cui ricorda le pesanti sanzioni previste per i dipendenti delle funzioni pubbliche in sciopero. Ma questo non basta a fermare i ferrovieri che sono però poi frenati il 24 Febbraio: Giolitti, che usa il pugno di ferro, riesce ad ottenere l'approvazione da parte del governo della  militarizzazione e sottomissione alla legge militare dei ferrovieri, in modo da evitare lo sciopero.


Lo sciopero dei ferrovieri: i rappresentanti della categoria di Sinistra , Galleani, Nofri, Fournier, Turati, Branconi e Peraudo. Montecitorio, Roma, 16 Marzo 1902.



Il 30 giugno riprendono le trattative tra governo e la Federazione dei ferrovieri che stabilisce che una parte dell'onere finanziario degli aumenti di salario accordati ricadrà sullo Stato.

sabato 16 maggio 2015

La Triplice Alleanza

L'Italia si mostra attiva sul piano internazionale nel 1902 rinnovando il trattato della Triplice Allenza, un patto difensivo stipulato con gli imperi di Germania e Austria, al fine di garantire una maggiore difesa degli interessi italiani all'estero . Esso era stato già rinnovato tre volte dopo la sua realizzazione nel 1982, e il 28 Giugno è stato rinnovato per la quarta volta per una durata di sei anni da parte del ministro degli Esteri italiano Giulio Prinetti, il ministro degli Esteri Agenor Maria Gołuchowski e il cancelliere tedesco Bernhard von Bülow. In realtà il rinnovo di questo trattato non è stato molto semplice da ottenere : le pretese dell'Italia nei confronti degli altri due Stati contraenti erano disinteresse di ogni azione dell'Italia in Libia e l'appoggio nei confronti del Paese italiani nel caso in cui lo Zar russo avesse acquisito successi nei Balcani stringendo così l'Italia nella morsa dell'alleanza franco-russa. Tali proposte sono state però rifiutate da Berlino e Vienna e il trattato è stato rinnovato solo in seguito ad un ridimensionamento delle esigenze italiane: il ministro degli Esteri austriaco ha assicurato il paese italiano di non avere interesse in Tripolitania e Cirenaica: sarebbe quindi lasciato "piede libero" all'Italia nel caso in cui questi due Paesi rientrassero nelle sue mire espansionistiche.

Cartina postale tedesca che inneggia alla Triplice Alleanza con il motto tedesco "Einigkeit macht stark", ossia "L'unione fa la forza" e la frase latina "Viribus unitis" , cioè "Forze unite".


Come si può mettere in evidenza da quanto detto sul rinnovo del trattato della Triplice Alleanza, l'Italia anche se con qualche difficoltà riesce a livello internazionale ad assicurarsi un riconoscimento dei suoi interessi economici e militari..